Se la relazione di aiuto e il cuore del lavoro dell’assistente familiare, l’ascolto ne e la base.
Non e un elemento tra gli altri. E’ ciò che rende possibile tutto il resto.
Senza ascolto, la comunicazione non esiste davvero. Si può parlare, spiegare, dire, ma se dall’altra parte non c’è ascolto, quella comunicazione rimane vuota.
E come parlare a un muro.
Ascoltare non e sentire
La prima distinzione da fare e semplice ma fondamentale.
Sentire e automatico. Ascoltare e una scelta.
Si può stare davanti a una persona, sentirla parlare, ma in realtà essere altrove con la mente. In quel caso non c’è ascolto.
L’ascolto richiede presenza.
I livelli dell’ascolto
Ascolto passivo
E’ il primo livello. La persona parla e si rimane in ascolto, prestando attenzione.
Messaggi di accoglimento
Segnali come annuire, dire “sì”, guardare l’altro.
Inviti calorosi
“Raccontami”, “dimmi”, domande pertinenti.
Ascolto attivo
Focus sul contenuto, domande coerenti.
Verificare la comprensione
Non dare mai per scontato che l’altro abbia capito.
Essere al servizio significa presenza piena.
Comprendere significa “prendere con sé”.
Ci conosciamo attraverso l’altro.
Condizioni dell’ascolto empatico
- Contatto psicologico
- Congruenza dell’operatore
- Relazione con sé stessi
Differenza tra mente e cuore.
Senza ascolto, non esiste relazione.







